Filetti di nasello in salsa di soia - ricetta light!

Ormai non possiamo più nasconderlo: Carnevale è finito - stop quindi a crostoli, "fritole" (così si chiamano dalle mie parti le tipiche frittelle carnevalesche), krapfen e compagnia - e procediamo dritti verso Pasqua e la primavera! Se siete in cerca di un piatto leggero, salutare e gustoso, provate questi filettini, non vi deluderanno.
Inoltre sono velocissimi da preparare, ideali quindi per un pranzo o una cena da realizzare quando abbiamo poco tempo.
Premessa: non vogliatemene, credo di parlare però per una larga fetta di "donnine ai fornelli e lavoratrici". Ho utilizzato dei filetti di nasello surgelati che tengo sempre "di scorta" in congelatore. Credo che non ci sia nessun male quando si lavora a tempo pieno... Ovviamente, se volete e ne avete la possibilità, realizzate la stessa ricetta con il pesce fresco ;-)

INGREDIENTI (per 2 porzioni)
400 g di filetti di nasello (se usate quello surgelato, lasciatelo scongelare qualche ora)
1 cucchiaio di olio d'oliva
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaino di farina
acqua calda q.b.

Mettete l'olio in una padella e ponetelo a scaldare sul fornello. Adagiate nella padella i filetti e fateli rosolare da soli qualche minuto, rigilandoli in modo che si rosolino tutti i lati. Nel frattempo, in una tazzina, mescolate la farina con la salsa di soia, miscelate bene e togliete tutti gli eventuali grumi di farina. Aggiungete acqua calda quanto basta a riempire la tazzina, date una mescolata e versate tutto nella padella. Abbassate la fiamma al minimo e portate a termine la cottura (se li avete fatti rosolare per bene, ora ci vorranno circa 5 - 7 minuti). Nel caso in cui notaste che il sughetto si stia restringendo troppo, aggiungete un cucchiaio d'acqua calda e portate a cottura.
A piacere (io non l'ho messo, ma si abbina bene) spolverate con del prezzemolo.

Nota: la salsa di soia è già salata di suo, io ho preferito non aggiungere ulteriore sale ma, se a gusto vi sembra ce ne sia bisogno, aggiungetene un pizzico a fine cottura.

 

Che famina!

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